Al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica tenutosi a Napoli, il poster dal titolo “Disordini funzionali gastrointestinali e allergia a nichel” ha ricevuto un importante riconoscimento scientifico, confermando il crescente interesse verso il ruolo dell’allergia sistemica al nichel nei disturbi gastrointestinali funzionali.
Lo studio, coordinato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli e dell’ImmunoNutritionLab CEINGE, ha coinvolto una collaborazione multidisciplinare internazionale con specialisti di gastroenterologia, allergologia e medicina interna.
Un legame sempre più evidente tra sintomi gastrointestinali e allergia al nichel
I disturbi funzionali gastrointestinali, come la dispepsia funzionale e la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), rappresentano condizioni molto frequenti sia in età pediatrica sia nell’adulto. Sintomi quali dolore addominale, gonfiore, nausea e diarrea possono però sovrapporsi a quelli osservati nelle allergie alimentari e nelle forme di sensibilizzazione sistemica al nichel.
Il nichel è infatti il più comune allergene da contatto nella popolazione generale e, in alcuni soggetti predisposti, può determinare una Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS), caratterizzata non solo da manifestazioni cutanee ma anche da importanti sintomi gastrointestinali.
Partendo da queste osservazioni, il gruppo di ricerca ha voluto valutare:
- la prevalenza dell’allergia al nichel in pazienti con sintomatologia GI compatibile con dispepsia funzionale o IBS;
- l’accuratezza diagnostica dell’Atopy Patch Test (APT) per nichel;
- il possibile ruolo di un work-up allergologico nella pratica clinica gastroenterologica.
Lo studio: 200 pazienti valutati in due centri di terzo livello
Tra gennaio 2025 e gennaio 2026 sono stati arruolati consecutivamente 200 pazienti di età compresa tra 4 e 65 anni, afferenti a due centri di terzo livello per patologie allergiche e gastrointestinali.
La popolazione studiata presentava:
- età media di 16 ± 5 anni;
- prevalenza femminile (125 pazienti);
- diagnosi di IBS nel 52,5% dei casi;
- diagnosi di dispepsia funzionale nel 47,5%.
Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a:
- valutazione clinica e anamnestica;
- Atopy Patch Test con nichel solfato;
- dieta priva di nichel per quattro settimane;
- test di provocazione orale (TPO).
I risultati: SNAS frequente nei pazienti con sintomi GI funzionali
Lo studio ha evidenziato risultati di particolare rilievo clinico:
- 77 pazienti su 200 (38,5%) hanno ricevuto una diagnosi definitiva di SNAS;
- l’APT per nichel è risultato positivo nel 45% dei soggetti;
- 75 pazienti con APT positivo hanno mostrato regressione della sintomatologia gastrointestinale durante dieta priva di nichel e positività al TPO;
- anche 2 pazienti con APT negativo hanno presentato miglioramento clinico e TPO positivo.
I dati suggeriscono che l’allergia sistemica al nichel possa rappresentare una causa sottodiagnosticata di sintomi gastrointestinali cronici comunemente attribuiti ai disturbi funzionali.
Implicazioni cliniche
Secondo gli autori, l’Atopy Patch Test mostra una buona sensibilità diagnostica e potrebbe diventare uno strumento utile di screening nei pazienti con IBS o dispepsia funzionale.
L’integrazione di una valutazione allergologica nel percorso diagnostico di questi pazienti potrebbe:
- migliorare l’identificazione di casi di SNAS;
- ridurre i tempi diagnostici;
- offrire nuove opportunità terapeutiche attraverso interventi dietetici mirati.
Il lavoro apre inoltre nuove prospettive di ricerca sull’interazione tra immunologia, alimentazione e disturbi funzionali gastrointestinali.
Gli autori
Il poster è stato firmato da:
L. Carucci, V. Ciminera, E. Caldaria, R. F. Iorio, P. D’Alessio, D. Marziali, A. Masino, M. Sacco, G. Falco, S. Coppola, A. Agizza e Roberto Berni Canani.
Il riconoscimento ottenuto al Congresso SIAP sottolinea il valore innovativo di uno studio che potrebbe contribuire a ridefinire l’approccio diagnostico ai disturbi gastrointestinali funzionali, soprattutto nei pazienti con sospetta sensibilizzazione alimentare.
